lunedì 4 maggio 2009

Fini a Maroni: Lo studio è un diritto anche per i figli degli immigrati irregolari


(AGI) - Roma, 4 mag. - Una lettera di due pagine al ministro dell'Interno, Roberto Maroni, inviata alla vigilia del ponte del primo maggio. Il presidente della Camera Gianfranco Fini, il 30 aprile, si e' rivolto al titolare del Viminale per segnalare eventuali "problemi di costituzionalita'" di una norma, contenuta nel ddl sicurezza che di fatto impedirebbe l'iscrizione alla scuola dell'obbligo dei bambini stranieri, se figli di genitori clandestini. "A prescindere dal giudizio su tale eventualita' (a mio avviso negativo) che appartiene al dibattito politico, ti faccio presente - si legge nella lettera - che si porrebbero problemi di costituzionalita' e che da un attento esame della principale legislazione europea( Francia, Inghilterra, Spagna, Germania) in materia di istruzione degli stranieri, non si evince alcuna normativa volta a discriminare l'esercizio del diritto allo studio da parte di minori stranieri". La norma oggetto dell'attenzione del presidente della Camera e' il primo comma, lettera f, dell'articolo 45 del disegno di legge che domani sara' di nuovo all'esame dell'assemblea di Montecitorio. "Ti faccio presente - si legge ancora nella lettera di Fini - che la disposizione se, da un lato consente agli stranieri, anche se privi di permesso di soggiorno, di accedere alle prestazioni sanitarie" previste dal testo unico sull'immigrazione, dall'altro, "pone a questi ultimi dei limiti in ordine 'all'accesso ai pubblici servizi', anche nel caso in cui i medesimi servizi rivestano carattere essenziale". Subordinando la "fruizione di 'pubblici servizi' alla presentazione di 'documenti inerenti il soggiorno' presso gli uffici della nostra pubblica amministrazione" questa disposizione "impedisce che di questi servizi possano godere gli stranieri privi dei predetti documenti". Cio' fa sorgere, soprattutto a livello di applicazione della norma, sottolinea Fini, un "problema di compatibilita'" rispetto a quanto previsto dal regolamento di attuazione del testo unico sull'immigrazione e dalle norme sulla condizione dello straniero (che riconoscono ai minori stranieri il diritto all'istruzione, articolo 45 dpr 394 del 1999 ndr). Un "solo esempio delle conseguenze che ne deriverebbero: ai minori stranieri presenti sul territorio nazionale sarebbe negata l'iscrizione alla scuola dell'obbligo e il conseguente diritto all'istruzione che e' attualmente tutelato indipendentemente - prosegue Fini - dalla regolarita' della loro posizione in ordine al loro soggiorno, nelle forme e nei modi previsti per i cittadini italiani".

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