venerdì 1 maggio 2009

A Roma, per rimpatriare mille stranieri spesi 1mln e mezzo di euro


Massimo Lugli (da Repubblica)

Roma, 30 apr. - Un milione e mezzo di euro in otto mesi. Una cifra da multinazionale, la spesa (calcolata per difetto in base al costo dei biglietti aerei e alle indennità di servizio pagate agli agenti) per rimpatriare un migliaio di stranieri "indesiderabili" dal 1° settembre al 27 aprile scorso. Un lavoro immane e, probabilmente, inutile, visto che gran parte degli extracomunitari, già sul volo che li riporta in patria, sta già pensando al modo di tornare in Italia il più in fretta possibile. Un bilancio, quello della sola questura di Roma, che va moltiplicato per tutte le 103 province d´Italia e che deve far riflettere e imporre, per forza di cosa, nuove strategie a livello nazionale e soprattutto internazionale.
Ma prima delle considerazioni, è meglio far parlare i dati nella loro sconcertante eloquenza. Dall´inizio di settembre, la questura ha organizzato il rimpatrio di 1.153 extracomunitari (o comunitari indesiderabili) di cui 784 hanno volato in aereo con la scorta di almeno due poliziotti e altri 369 (quelli che non destavano preoccupazione per eventuali colpi di testa o tentativi di resistenza a bordo) hanno viaggiato soli. Il gruppo più numeroso è stato quello dei tunisini (337 rimpatri, tutti sotto scorta con un impiego complessivo di 250 "angeli custodi") seguiti a ruota dagli algerini (129 con un seguito degno di una delegazione diplomatica: 181 poliziotti) e dai nigeriani (soprattutto prostitute bloccate in strada: 58 persone su voli di rotta a cui bisogna aggiungere, con una spesa leggermente inferiore, le 113 imbarcate su un charter ministeriale per un totale complessivo di ben 153 agenti).
Nel complesso, i poliziotti dell´ufficio immigrazione della questura a cui è toccato questo noiosissimo servizio sono stati 921. In caso di tragitti brevi l´agente arriva in aeroporto, consegna il passeggero alla polizia locale e aspetta il prossimo volo per Roma. Ma se, come nel caso dei 31 brasiliani (quasi tutti transessuali), il volo è intercontinentale, si impone una notte di sosta e le spese crescono. In base ai nostri calcoli, oltre a un totale di circa un milione e 300 mila euro di biglietti aerei (le compagnie non concedono sconti alla polizia) bisogna aggiungere almeno 200 mila euro di straordinari e indennità varie, dalla trasferta all´ordine pubblico.
Ma oltre all´aspetto finanziario va considerato l´enorme impegno che coinvolge lo staff del questore Giuseppe Caruso e anche l´impiego di energie che potrebbero essere destinate al controllo del territorio. «Sono negli ultimi quattro mesi sono stati accompagnati nei nostri uffici di via Teofilo Patini ben 5.100 stranieri - spiega il vicequestore Maurizio Improta, dirigente dell´Ufficio immigrazione di San Vitale - di questi ne sono stati espulsi circa 2000 mentre 365 sono stati arrestati per vari reati e 270 sono stati accompagnati al Centro identificazione ed espulsione di Ponte Galeria...».
«Le procedure sono estremamente complesse - spiega ancora Improta - perché tutti vanno identificati ma pochissimi hanno i documenti. Poi ci sono le numerosissime richieste di asilo politico. In questo caso, nell´attesa delle decisioni delle commissioni, chi fa domanda viene ospitato nei sette Cara (centri accoglienza richiedenti asilo) da cui spesso e volentieri esce per trasformarsi in un clandestino». La norma che impone di trattenere per 30 giorni gli stranieri comporta vere e proprie maratone e ricorsi al giudice di pace visto che molti, oltre a buttare i passaporti, alterano le impronte digitali per evitare di essere identificati. L´arresto per inottemperanza all´espulsione non è un deterrente per nessuno, visto che la permanenza media in carcere è di pochi giorni e poi la trafila ricomincia. E allora? La soluzione, ovviamente, non può essere ricercata solo nelle retate».

Nessun commento:

Posta un commento